Blog » Medicina estetica » Facelift Viso: Tecniche e Risultati Naturali

Facelift Viso: Tecniche e Risultati Naturali

facelift-1200x800.jpg

17 Febbraio 2026 Autore: dott.ssa Anna Elisa Velardi

Il facelift (ritidectomia cervico-facciale) è un intervento di chirurgia estetica finalizzato a riposizionare e sostenere i tessuti del volto e del collo che, con l’età, tendono a scendere. Agisce su cute e piani profondi (in particolare sulla fascia muscolo-aponeurotica) per ridefinire l’ovale, attenuare lassità e pieghe marcate e migliorare l’armonia complessiva, senza modificare i tratti.

Indice

Introduzione

Invecchiamento del volto: perché i tessuti cedono

Cos’è il facelift e che cosa modifica davvero

Tipologie di facelift e piani chirurgici

Facelift e qualità della pelle: il ruolo del collagene

A chi è indicato e quando conviene valutare alternative

Come si svolge l’intervento

Recupero, tempi e gestione post-operatoria

Rischi e complicanze: cosa sapere in modo realistico

Risultati, durata e mantenimento nel tempo

In sintesi: cosa ricordare a proposito del facelift

FAQ – Domande frequenti sul facelift

Fonti

 

Introduzione

Il ringiovanimento del volto è uno dei temi più complessi della chirurgia estetica, perché il volto non invecchia in modo uniforme: cambiano i volumi, si modifica la qualità cutanea, si rilassano legamenti e fasce, e il collo segue dinamiche proprie. In questo scenario, il facelift ha mantenuto un ruolo centrale non perché “tende la pelle”, ma perché consente di intervenire sui piani anatomici responsabili della perdita di definizione dell’ovale e della discesa dei tessuti.

Parallelamente, la medicina estetica ha ampliato le opzioni non chirurgiche (filler, tossina botulinica, tecnologie a energia), che possono migliorare texture e alcuni segni dell’età, ma hanno limiti strutturali quando la lassità è marcata. La scelta, quindi, non riguarda solo quanto ringiovanire, ma come farlo in modo coerente con anatomia, qualità della pelle, obiettivi e tolleranza a tempi di recupero.

Invecchiamento del volto: perché i tessuti cedono

L’invecchiamento facciale è la somma di più processi:

  • Perdita o redistribuzione dei volumi (compartimenti adiposi superficiali e profondi): alcune aree si svuotano, altre scendono.
  • Rilassamento di fasce e legamenti che sostengono guance e linea mandibolare.
  • Modifiche ossee progressive (riassorbimento selettivo) che alterano i punti di appoggio dei tessuti molli.
  • Cambiamento della pelle: riduzione di elasticità, disidratazione, danno fotoindotto e frammentazione delle fibre del derma.

Il risultato clinico tipico è la perdita di definizione dell’ovale, l’accentuazione delle pieghe naso-labiali e delle linee della marionetta, la comparsa di “bande” del collo e l’eccesso cutaneo in regione sottomentoniera.

Cos’è il facelift e che cosa modifica davvero

Il facelift è un intervento di riposizionamento e stabilizzazione dei tessuti del volto e del collo. Nella pratica moderna, l’obiettivo non è mettere in trazione la sola cute (approccio storicamente associato a risultati meno naturali e meno duraturi), ma lavorare sui piani profondi per:

  • sollevare e redistribuire i tessuti della guancia,
  • migliorare la definizione della mandibola,
  • trattare lassità e bande del collo (spesso in combinazione con tecniche dedicate al collo),
  • rimuovere l’eccesso cutaneo residuo senza tensioni eccessive.

È utile chiarire un punto: il facelift non ferma l’invecchiamento e non trasforma la qualità biologica della pelle in modo diretto; piuttosto, ripristina rapporti anatomici più giovani. La qualità cutanea (pori, macchie, rughe sottili) può richiedere strategie aggiuntive.

Tipologie di facelift e piani chirurgici

Non esiste un’unica tecnica. La scelta dipende da lassità, anatomia, obiettivi e preferenze del chirurgo. Una classificazione funzionale include:

Facelift “limitato” (mini-lift / short-scar)

Indicato quando la lassità è moderata e prevale la perdita di definizione dell’ovale senza importante coinvolgimento del collo. Può offrire recuperi più rapidi, con miglioramenti più circoscritti.

Facelift SMAS (pliche, imbricazione, SMASectomy)

Lo SMAS (sistema muscolo-aponeurotico superficiale) è un piano fibromuscolare chiave nel sostegno del volto. Tecniche diverse possono piegare, resecare o riposizionare lo SMAS per ottenere un supporto più stabile rispetto alla sola trazione cutanea.

Deep-plane facelift

Lavora su piani più profondi rispetto ad alcune varianti SMAS, con l’obiettivo di mobilizzare in blocco unità tissutali della guancia e del terzo medio-inferiore. Viene frequentemente citato per la capacità di trattare lassità e discesa più marcate, soprattutto quando le pieghe e la pesantezza del terzo medio-inferiore sono evidenti.

Facelift del collo (neck lift) e procedure complementari

Il collo può richiedere manovre dedicate (gestione del platisma, liposuzione mirata, trattamento della regione sottomentoniera). Spesso i risultati più armonici derivano dall’integrazione di:

  • trattamento del collo,
  • eventuale blefaroplastica,
  • lipofilling selettivo,
  • procedure per la qualità cutanea (quando appropriate).

Facelift e qualità della pelle: il ruolo del collagene

Il collagene (soprattutto tipo I nel derma) è un determinante essenziale di resistenza e compattezza cutanea. Con l’età e con l’esposizione cronica ai raggi UV, la pelle tende a ridurre la sintesi di collagene e ad aumentare la degradazione tramite metalloproteinasi, con perdita di elasticità e comparsa di rughe e lassità.

Nel rapporto con il facelift, il collagene è rilevante su due piani:

  1. Qualità di partenza della pelle

Una cute più elastica e con minore fotodanno tende a drappeggiarsi meglio e a mostrare cicatrici meno evidenti. Viceversa, una cute assottigliata e foto-danneggiata può richiedere un piano combinato: chirurgia per la lassità, strategie mirate per texture e discromie.

  1. Guarigione e rimodellamento

Dopo l’intervento, la riparazione tissutale attraversa fasi biologiche in cui la deposizione e il rimodellamento del collagene sono centrali. È un aspetto spesso sottovalutato: la maturazione dei tessuti e delle cicatrici continua per mesi, e il risultato stabile non coincide con la sola rimozione dei punti.

In termini pratici, ciò si traduce in indicazioni tipiche di buon senso clinico (da personalizzare): protezione solare rigorosa, controllo del fumo, adeguato apporto proteico e micronutrienti essenziali, gestione prudente del ritorno ad attività fisica intensa, e aderenza alle istruzioni post-operatorie.

A chi è indicato e quando conviene valutare alternative

Il candidato tipico presenta:

  • lassità del terzo inferiore del volto e/o del collo,
  • perdita dell’angolo cervico-mentoniero,
  • pieghe e cedimento che non rispondono in modo soddisfacente a trattamenti non chirurgici.

Fattori che influenzano la decisione:

  • Età biologica (più della anagrafica), elasticità cutanea, fototipo e fotodanno.
  • Comorbidità e terapie (anticoagulanti/antiaggreganti, ipertensione non controllata, diabete non compensato).
  • Fumo: aumenta il rischio di problemi di guarigione e sofferenza dei lembi cutanei; è un punto critico da gestire prima dell’intervento.
  • Aspettative: l’obiettivo realistico è un volto “più riposato e definito”, non la cancellazione totale di ogni ruga o asimmetria.

Alternative o complementi utili, quando la lassità è lieve o quando prevale la qualità cutanea:

  • tossina botulinica per dinamica muscolare,
  • filler per volumi selettivi,
  • tecnologie a energia (radiofrequenza, ultrasuoni focalizzati) per stimolazione tissutale in casi selezionati,
  • laser o peeling per texture e pigmentazione (valutando tempi e sicurezza in relazione alla chirurgia).

Come si svolge l’intervento

Il percorso tipico include:

  • Valutazione clinica e fotografia standardizzata; definizione di aree prioritarie (ovale, guance, collo).
  • Esami pre-operatori secondo protocolli locali e anestesiologici.
  • Pianificazione delle incisioni, spesso in aree nascoste (attorno all’orecchio e nel cuoio capelluto), con attenzione a direzione dei vettori di trazione e preservazione dell’attaccatura dei capelli.

In sala operatoria, variabili principali:

  • tipo di anestesia (spesso generale o sedazione con anestesia locale, a seconda dei casi),
  • piano di dissezione (SMAS, deep-plane o altri),
  • eventuale associazione con neck lift, liposuzione mirata, lipofilling o procedure palpebrali.

Recupero, tempi e gestione post-operatoria

Il recupero è graduale e raramente lineare. Elementi frequenti:

  • gonfiore ed ecchimosi, più evidenti nella prima settimana,
  • alterazioni temporanee della sensibilità cutanea,
  • sensazione di tensione e rigidità, che tende a ridursi progressivamente.

Una scansione orientativa (variabile per tecnica e soggetto):

  • Prime 48–72 ore: controllo del gonfiore, riposo, medicazioni; attenzione a pressione arteriosa e sforzi.
  • 7–14 giorni: riduzione visibile di lividi; ripresa di attività leggere; eventuale rimozione di punti secondo indicazione.
  • 3–6 settimane: maggiore “presentabilità” sociale; ripresa graduale di attività fisica non intensa.
  • 2–6 mesi: maturazione dei tessuti, ammorbidimento delle aree trattate e stabilizzazione di cicatrici e sensibilità.

Indicazioni post-operatorie tipiche includono:

  • evitare sole diretto e calore intenso nelle prime settimane,
  • seguire istruzioni su detersione, medicazioni e gestione dei capelli,
  • limitare sforzi e attività che aumentino la pressione (piegamenti ripetuti, pesi, attività ad alta intensità) fino a via libera medico.

Rischi e complicanze: cosa sapere in modo realistico

Come ogni atto chirurgico, il facelift comporta rischi. Le complicanze descritte con maggiore frequenza includono:

  • ematoma,
  • infezione (generalmente rara),
  • sieroma,
  • cicatrici sfavorevoli,
  • alterazioni della sensibilità,
  • sofferenza cutanea e problemi di guarigione,
  • lesioni nervose: più spesso neuroprassie temporanee, più raramente deficit persistenti.

Il rischio individuale dipende da fattori clinici (pressione arteriosa, farmaci, fumo, coagulazione), estensione della dissezione, tecnica e aderenza alle indicazioni post-operatorie. La prevenzione è parte integrante del risultato: selezione corretta del paziente, controllo dei fattori di rischio e follow-up accurato.

Risultati, durata e mantenimento nel tempo

Il risultato è generalmente valutato su due livelli:

  • Strutturale: ridefinizione dell’ovale e del collo, riposizionamento dei tessuti.
  • Cutaneo: qualità della pelle (che può migliorare indirettamente, ma spesso richiede strategie dedicate).

La durata percepita del beneficio varia ampiamente. In modo pratico, il facelift tende a “riportare indietro” l’aspetto di alcuni anni; poi l’invecchiamento prosegue con ritmo individuale. Il mantenimento dipende soprattutto da:

  • fotoprotezione e gestione del fotodanno,
  • stabilità ponderale,
  • controllo del fumo,
  • eventuali trattamenti non chirurgici mirati (volumi e qualità cutanea) nel tempo.

In sintesi: cosa ricordare a proposito del facelift

Il facelift è un intervento di riposizionamento dei tessuti del volto e del collo, non un semplice tiraggio della pelle. La scelta della tecnica (mini-lift, varianti SMAS, deep-plane, neck lift associato) dipende da anatomia, entità della lassità e obiettivi realistici. La qualità cutanea e i processi legati al collagene influenzano sia la resa estetica sia la guarigione: protezione solare, sospensione del fumo e corretta gestione post-operatoria incidono quanto la tecnica. Recupero e maturazione del risultato richiedono settimane per l’aspetto sociale e mesi per la stabilizzazione biologica. La sicurezza aumenta con selezione accurata, controllo dei fattori di rischio e follow-up strutturato.

FAQ – Domande frequenti sul facelift

Il facelift elimina tutte le rughe?

No. Migliora soprattutto lassità e contorni (ovale e collo). Le rughe fini e la texture cutanea possono richiedere trattamenti complementari.

Quanto tempo serve per tornare alla normalità?

Spesso 10–15 giorni consentono una vita sociale prudente, ma gonfiore residuo può persistere più a lungo; la stabilizzazione matura nei mesi successivi.

Le cicatrici si vedono?

Di norma vengono posizionate in aree poco evidenti (attorno all’orecchio e nel cuoio capelluto). La visibilità dipende da tecnica, pelle, guarigione e predisposizione individuale.

Che differenza c’è tra SMAS e deep-plane?

Sono piani chirurgici diversi: entrambe mirano a sostenere i tessuti profondi. Il deep-plane mobilizza unità tissutali su piani più profondi rispetto ad alcune varianti SMAS; l’indicazione è selettiva.

Il fumo influisce davvero sui rischi?

Sì. È associato a maggiore rischio di complicanze di guarigione e sofferenza dei lembi cutanei. La gestione del fumo è un elemento pre-operatorio critico.

Il risultato dura per sempre?

No. Il beneficio può durare anni, ma l’invecchiamento prosegue. Fotoprotezione, stile di vita e stabilità del peso influenzano molto la durata percepita.

Il facelift “stimola collagene”?

Non è il suo meccanismo principale: riposiziona tessuti. Tuttavia la guarigione e il rimodellamento tissutale coinvolgono fisiologicamente deposizione e riorganizzazione del collagene.

Fonti

  • Jacono AA, Alemi AS, Russell JL; A Meta-Analysis of Complication Rates Among Different SMAS Facelift Techniques; Aesthetic Surgery Journal, 2019; https://doi.org/10.1093/asj/sjz045
  • Vayalapra S et al; Comparing the Safety and Efficacy of Superficial Musculoaponeurotic System and Deep Plane Facelift Techniques: A Systematic Review and Meta-analysis; Annals of Plastic Surgery, 2025; https://doi.org/10.1097/SAP.0000000000004454
  • Chopan M, Samant S, Mast BA; Contemporary Analysis of Rhytidectomy Using the Tracking Operations and Outcomes for Plastic Surgeons Database with 13,346 Patients; Plastic and Reconstructive Surgery, 2020; https://doi.org/10.1097/PRS.0000000000006813
  • Sinclair NR et al; Postoperative Complications in Facelift Surgery: Systematic Review and Meta-Analysis; Aesthetic Surgery Journal Open Forum, 2021; https://doi.org/10.1093/asjof/ojab007
  • Bouhadana G et al; A Procedure and Complication-Specific Assessment of Smoking in Aesthetic Surgery: A Systematic Review and Meta-Analysis; Plastic Surgery, 2022; https://doi.org/10.1177/22925503221085083
  • Berry MG, Stanek JJ; Fibrin tissue adhesive for face- and necklift; Journal of Plastic, Reconstructive & Aesthetic Surgery, 2015; https://doi.org/10.1016/j.bjps.2015.06.021
  • Mathew-Steiner SS, Roy S, Sen CK; Collagen in Wound Healing; Bioengineering (Basel), 2021; https://doi.org/10.3390/bioengineering8050063
  • Bar O, Valiukevičienė S; Skin Aging and Type I Collagen: A Systematic Review of Interventions with Potential Collagen-Related Effects; Cosmetics, 2025; https://doi.org/10.3390/cosmetics12040129

info@stimolacollagene.it

  • Privacy Policy
  • Cookie Policy

I contenuti editoriali presenti nel sito sono stati redatti a puro scopo informativo e non devono essere considerati quali sostituti alla consulenza medica. Si consiglia di rivolgersi al proprio medico e/o specialista per qualunque informazione e approfondimento. Stimolacollagene.it non è sottoposto alle regolamentazioni introdotte dalla Legge n. 62 del 7.03.2001.

© Copyright 2025
STIMOLACOLLAGENE.IT

CHI SIAMO

StimolaCollagene è un progetto editoriale nato per fornire informazioni chiare e attendibili sui temi relativi al mondo del collagene. Per informazioni o domande, inviaci una mail all’indirizzo info@stimolacollagene.it
Scopri di più su stimolacollagene.it

TAUMEDIKA srl - 00138 Roma - via Monte Giberto, 33 - P.Iva 12980441005