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Thread lift: lifting con fili per viso più tonico e definito

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4 Febbraio 2026 Autore: Dott.ssa Anna Elisa Velardi

Il thread lift (lifting con fili) è una procedura medico-estetica mini-invasiva che impiega fili biocompatibili inseriti nel sottocute per ottenere un effetto di trazione dei tessuti e un rimodellamento dermico progressivo. È indicato soprattutto per lassità lieve-moderata e per migliorare i contorni del volto, con tempi di recupero in genere più brevi rispetto alla chirurgia.

Indice

Razionale clinico: invecchiamento del volto e matrice extracellulare

Cosa sono i thread lift (e cosa non sono)

Come agiscono: trazione e biostimolazione del collagene

Tipologie di fili e materiali: cosa cambia davvero

Aree trattabili e selezione del paziente

Procedura: fasi operative e gestione post-trattamento

Risultati: tempi, durata e fattori che influenzano l’esito

Effetti indesiderati e complicanze: prevenzione e gestione

Confronto con alternative non chirurgiche e approcci combinati

In sintesi: cosa ricordare a proposito del thread lift

FAQ – Domande frequenti sul Thread lift

Fonti

 

Razionale clinico: invecchiamento del volto e matrice extracellulare

Il volto tende a modificarsi nel tempo per un insieme di processi che coinvolgono più piani anatomici. Il rimodellamento osseo, la redistribuzione dei compartimenti adiposi, l’allentamento dei setti fibrosi e il peggioramento della qualità dermica concorrono alla perdita di definizione dei contorni e alla comparsa di lassità. In parallelo, la matrice extracellulare del derma (in cui il collagene rappresenta un elemento strutturale centrale) subisce variazioni qualitative e quantitative: diminuisce la capacità di sostenere e tendere i tessuti, con effetti visibili su compattezza e texture cutanea.

Tra le procedure mini-invasive, i fili rappresentano uno strumento che tenta di intervenire su due dimensioni: la componente meccanica (riposizionamento) e la componente biologica (rimodellamento locale). La corretta indicazione si basa sul riconoscere quale delle due componenti sia prevalente nel singolo caso: quando domina l’eccesso cutaneo importante o la ptosi marcata, la strategia cambia radicalmente.

Cosa sono i thread lift (e cosa non sono)

Cosa sono

I thread lift consistono nel posizionamento di fili nel sottocute mediante aghi o cannule. Alcuni fili hanno una funzione principalmente biostimolante (fili lisci), altri sono progettati per esercitare presa sui tessuti (fili con barbette, coni o strutture analoghe) e consentire una trazione lungo vettori definiti. Il medico pianifica questi vettori in base alle caratteristiche anatomiche e al tipo di cedimento (terzo medio, terzo inferiore, linea mandibolare, collo selezionato).

Cosa non sono

  • Non equivalgono a un lifting chirurgico quando la lassità è avanzata o quando l’eccesso cutaneo è significativo.
  • Non sono una procedura standard identica per tutti: materiale, numero e disposizione dei fili cambiano in modo sostanziale.
  • Non sono privi di rischi: la mini-invasività riduce alcune complessità, ma non elimina eventi avversi e complicanze tipiche.

Come agiscono: trazione e biostimolazione del collagene

L’effetto complessivo deriva dall’integrazione di due meccanismi.

1) Effetto meccanico (immediato o precoce)

Nei fili da trazione, la presenza di elementi di presa (barbette/coni) permette di agganciare il tessuto e creare una tensione controllata. La percezione di sollevamento può essere evidente subito dopo la procedura, ma la stabilità dipende da:

  • piano di posizionamento;
  • corretta tensione (evitare eccessi che aumentano irregolarità);
  • qualità e densità tissutale del paziente;
  • tecniche di ancoraggio e vettori.

2) Effetto biologico (progressivo)

L’inserimento del filo induce una risposta locale di riparazione con rimodellamento della matrice extracellulare. In molte descrizioni cliniche e review, attorno al filo si osserva una reazione tissutale che può favorire la deposizione di nuovo collagene e una riorganizzazione del derma. Questo aspetto è particolarmente rilevante per:

  • miglioramento della texture cutanea;
  • incremento della compattezza percepita;
  • attenuazione di micro-lassità.

È essenziale mantenere un equilibrio comunicativo: la biostimolazione è un razionale plausibile e sostenuto da letteratura, ma l’intensità dell’effetto varia tra individui e non sostituisce correzioni strutturali quando la causa principale è volumetrica o chirurgica.

Tipologie di fili e materiali: cosa cambia davvero

Nel linguaggio clinico, una distinzione utile è tra “fili lisci” e “fili da trazione”. In parallelo, è importante la famiglia di polimeri utilizzata.

Fili lisci (orientati alla qualità cutanea)

  • Obiettivo prevalente: miglioramento di texture e compattezza.
  • Effetto immediato: in genere limitato; il cambiamento è più graduale.
  • Impiego tipico: aree con micro-lassità o come complemento ad altre procedure.

Fili da trazione (barbed/cog, coni e design analoghi)

  • Obiettivo prevalente: definizione dei contorni (zigomi, mandibola, pre-jowl) e lassità lieve-moderata.
  • Effetto immediato: più evidente, ma dipendente dalla tecnica.
  • Criticità: rischio maggiore di fossette, irregolarità, asimmetrie se la tensione o il piano non sono ottimali.

Materiali più utilizzati (profilo pratico)

  • PDO (polidiossanone): ampiamente usato in medicina estetica; disponibile in versioni lisce e con presa. È associato a un buon profilo di maneggevolezza e a una biodegradazione in mesi, mentre gli effetti percepiti possono protrarsi oltre per il rimodellamento tissutale.
  • PCL (policaprolattone) e combinazioni PLLA/PCL: spesso scelti per caratteristiche meccaniche e durata maggiore rispetto ad alcune soluzioni; impiegati in sistemi di trazione e in strategie orientate al sostegno più prolungato.
  • PLLA (acido poli-L-lattico) e derivati: presenti in alcuni dispositivi, con attenzione alla risposta biologica e alle caratteristiche di degradazione.

Aree trattabili e selezione del paziente

La selezione è uno dei determinanti principali di successo. In generale, i thread lift rendono meglio quando la lassità è contenuta e quando la pelle conserva un potenziale di risposta biologica.

Aree frequentemente trattate

  • Terzo medio: regione zigomatica e area malare (con attenzione a non compensare con trazione un deficit volumetrico marcato).
  • Terzo inferiore: linea mandibolare, regione pre-jowl, definizione dell’ovale.
  • Collo: in casi selezionati, con obiettivi realistici e senza aspettative chirurgiche.

Profilo favorevole (criteri pratici)

  • lassità lieve-moderata;
  • contorni sfumati ma non collassati;
  • qualità cutanea discreta o migliorabile con approccio multimodale;
  • aspettative compatibili con una procedura mini-invasiva.

Condizioni che richiedono cautela clinica

  • infezioni cutanee in atto nelle aree interessate;
  • fragilità capillare marcata o tendenza a ematomi (valutazione dei farmaci e anamnesi);
  • condizioni che aumentano il rischio infettivo o alterano la guarigione (valutazione specialistica);
  • situazioni in cui la chirurgia risulta più appropriata per eccesso cutaneo o ptosi importante.

Procedura: fasi operative e gestione post-trattamento

Fasi operative (schema)

  1. Valutazione: analisi delle proporzioni, qualità dermica, grado di lassità, simmetrie e vettori.
  2. Pianificazione: scelta del tipo di filo, numero, punti di ingresso e direzioni di trazione.
  3. Preparazione: antisepsi accurata; anestesia locale.
  4. Inserimento: introduzione con ago o cannula nel piano definito; rilascio del filo e posizionamento.
  5. Tensionamento e adattamento (nei fili da trazione): regolazione della presa e controllo della simmetria.
  6. Controllo finale: verifica di fossette immediate e gestione delle irregolarità precoci; indicazioni post-procedura.

Indicazioni post-procedura (principi)

Le istruzioni possono variare, ma la logica è comune:

  • limitare attività fisica intensa per alcuni giorni;
  • evitare massaggi/manipolazioni dell’area nella fase iniziale;
  • attenzione a mimica eccessiva e posture compressive nelle prime notti, soprattutto dopo fili di trazione;
  • monitorare segni di infezione o dolore anomalo.

Risultati: tempi, durata e fattori che influenzano l’esito

Cronologia tipica del risultato

  • Prime 48–72 ore: edema e tensione possono alterare la percezione; l’aspetto può essere “più tirato” del risultato finale.
  • 2–4 settimane: riduzione dell’edema; stabilizzazione progressiva dei contorni; miglioramento della regolarità.
  • 1–3 mesi: fase in cui il rimodellamento dermico può contribuire maggiormente alla qualità cutanea.

Durata: cosa è realistico

La durata è variabile e dipende da materiale, tecnica, biologia del paziente e stile di vita. Nella pratica clinica si cita spesso un range nell’ordine di 12–24 mesi per pazienti selezionati, ma non è un valore garantibile. Un dato utile per la gestione delle aspettative è che la componente meccanica può attenuarsi prima, mentre la componente di qualità cutanea può mantenersi più a lungo in alcuni soggetti.

Fattori che riducono la stabilità del risultato

  • lassità iniziale sottovalutata;
  • eccessiva trazione o vettori non ottimali;
  • cali/aumenti di peso significativi;
  • fotodanno importante e scarsa qualità dermica di base;
  • abitudini sfavorevoli (es. fumo).

Effetti indesiderati e complicanze: prevenzione e gestione

Gli eventi avversi si distinguono in frequenti e transitori, e meno comuni ma clinicamente più impegnativi.

Eventi frequenti e in genere transitori

  • dolore o tensione locale;
  • ecchimosi/ematomi;
  • edema;
  • palpabilità del filo e irregolarità lievi.

Complicanze che richiedono valutazione tempestiva

  • fossette persistenti (dimpling) o irregolarità marcate;
  • asimmetrie evidenti;
  • estrusione o visibilità del filo;
  • infezione locale o reazione infiammatoria significativa;
  • parestesie persistenti.

Prevenzione (punti chiave)

  • selezione appropriata del paziente;
  • conoscenza anatomica e piano corretto di inserimento;
  • antisepsi rigorosa;
  • scelta coerente del filo rispetto all’obiettivo (qualità cutanea vs trazione);
  • gestione prudente della tensione per ridurre irregolarità e fossette.

Confronto con alternative non chirurgiche e approcci combinati

Il thread lift non compete con tutte le tecniche: si colloca in una “zona intermedia” tra trattamenti di qualità cutanea e chirurgia.

Quando altre opzioni sono preferibili

  • Deficit volumetrico prevalente: i filler possono risultare più indicati, perché la trazione non sostituisce il volume mancante.
  • Rughe dinamiche predominanti: neuromodulatori (tossina botulinica) migliorano la componente muscolare, non la ptosi.
  • Lassità avanzata con eccesso cutaneo: la chirurgia offre risultati più prevedibili e strutturali.

Approccio combinato (logica clinica)

Molti percorsi moderni integrano fili con altre procedure (filler, neuromodulatori, tecnologie energy-based) per affrontare contemporaneamente:

  • contorni (fili da trazione);
  • volumi (filler);
  • rughe dinamiche (neuromodulatori);
  • qualità cutanea (energy-based e/o fili lisci).

La combinazione non è aggiungere tutto, ma costruire una sequenza razionale in base al principale determinante del difetto estetico.

In sintesi: cosa ricordare a proposito del thread lift

Il thread lift è una procedura mini-invasiva utile soprattutto nella lassità lieve-moderata e nella ridefinizione dei contorni, con un risultato che nasce dall’integrazione tra trazione meccanica e rimodellamento dermico. Il beneficio dipende in modo critico dalla selezione del paziente e dalla tecnica: non sostituisce la chirurgia quando la ptosi è marcata, e non sostituisce il ripristino dei volumi quando il problema principale è la perdita volumetrica.

Eventi avversi come ecchimosi ed edema sono comuni e spesso transitori, mentre complicanze come fossette persistenti, asimmetrie, estrusione o infezione richiedono prevenzione accurata e gestione tempestiva. L’inquadramento più efficace tende a essere multimodale, con integrazione ragionata di altre procedure quando necessario.

FAQ – Domande frequenti sul Thread lift

Il thread lift è adatto a tutti i tipi di lassità?

È più indicato per lassità lieve-moderata. In presenza di eccesso cutaneo marcato o ptosi importante, la chirurgia risulta spesso più appropriata.

Quanto dura il risultato?

La durata è variabile. In clinica si riporta spesso un intervallo orientativo nell’ordine di 12–24 mesi nei casi selezionati, ma dipende da materiale, tecnica, biologia individuale e stile di vita.

Il trattamento “stimola davvero” il collagene?

Il razionale biologico include una risposta locale con rimodellamento della matrice extracellulare e deposizione di collagene attorno al filo. L’entità clinica dell’effetto varia tra individui e non è sovrapponibile a una procedura chirurgica.

Quali sono le complicanze più tipiche?

Tra quelle descritte: fossette (dimpling), irregolarità, asimmetria, estrusione/visibilità del filo, infezione e parestesie. La prevenzione dipende soprattutto da selezione del paziente, tecnica e antisepsi.

Aumentare il numero di fili migliora sempre il risultato?

Non necessariamente. La resa dipende più da indicazione e tecnica che dalla quantità. In letteratura esistono studi che non mostrano un vantaggio stabile legato a un maggior numero di fili oltre una certa soglia.

Si può associare a filler o neuromodulatori?

Sì, in protocolli selezionati. La combinazione può essere utile quando coesistono perdita di volume, rughe dinamiche e lassità dei contorni.

Fonti

  • Hong G-W et al.; Thread Lifting Materials: A Review of Its Difference in Terms of Technical and Mechanical Perspective; Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, 2024; https://doi.org/10.2147/CCID.S457352
  • Kochhar A et al.; Minimally Invasive Techniques for Facial Rejuvenation Utilizing Polydioxanone Threads; Facial Plastic Surgery Clinics of North America, 2022; https://doi.org/10.1016/j.fsc.2022.03.011
  • Cobo R.; Use of Polydioxanone Threads as an Alternative in Nonsurgical Procedures in Facial Rejuvenation; Facial Plastic Surgery, 2020; https://doi.org/10.1055/s-0040-1714266
  • Ahn S-K, Choi H-J.; Complication After PDO Threads Lift; Journal of Craniofacial Surgery, 2019; https://doi.org/10.1097/SCS.0000000000005644
  • Niu Z et al.; A Meta-Analysis and Systematic Review of the Incidences of Complications Following Facial Thread-Lifting; Aesthetic Plastic Surgery, 2021; https://doi.org/10.1007/s00266-021-02256-w
  • Germani M et al.; Is More Always Better? A Randomized Comparative Clinical Trial About the Impact of Polydioxanone Threads Quantity for Facial Lifting; Aesthetic Surgery Journal Open Forum, 2025; https://doi.org/10.1093/asjof/ojaf002
  • Tamura T et al.; Multicenter Review of More Than 110,000 Facial Thread Lifting Cases From a Cosmetic Surgery Group; Plastic and Reconstructive Surgery Global Open, 2025; https://doi.org/10.1097/GOX.0000000000007335
  • Burko P, Miltiadis I.; Evolution of Thread Lifting: Advancing Toward Bioactive Polymers and Sustained Hyaluronic Acid Delivery; Cosmetics (MDPI), 2025; https://doi.org/10.3390/cosmetics12030127

 

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