Lisina: che cos’è e a cosa serve

5 Dicembre 2022
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A cura della Redazione

Essenziale aminoacido per gli animali, la lisina è indispensabile e fondamentale nei processi di crescita, nella degradazione degli acidi grassi, nell’assorbimento del calcio e contro lo stress ossidativo dei tessuti. Essa è utilizzata in medicina estetica per il suo ruolo nei legami delle fibre collagene oltre che per la capacità di preservare la salute di capelli, unghia e pelle.

COS’È LA LISINA – Amminoacido essenziale ovvero appartiene a quel gruppo di amminoacidi non sintetizzabili dall’organismo. L’assunzione degli amminoacidi essenziali è esclusivamente legata alla dieta alimentare. Essa è presente in alimenti ricchi di proteine, come carne, pesce e derivati del latte. Tuttavia è possibile assorbire la corretta dose anche attraverso i vegetali, sebbene sia necessario assumerne in maggiori quantità. La dose giornaliera  necessaria per l’organismo è di circa 6 g/d.

A COSA SERVE – Le funzioni della lisina nell’organismo sono molteplici e fondamentali tanto da influenzare processi come la crescita, la salute delle ossa e del sistema immunitario. Insieme a glicina, leucina, prolina e altri aminoacidi, essa è componente fondamentale del collagene e ne condiziona la salute e l’integrità. Grazie ai vari legami che possono eseguire lisine e allisine, la lisina interviene nella struttura del collagene come legante delle fibre collagene.

Molti integratori utilizzati in ambito medico estetico, o meramente estetico, sono costituiti da lisina, prolina e altri amminoacidi importanti per la salute di pelle, capelli e unghie nonché la prevenzione dello stress ossidativo. Dal processo di idrossilazione di prolina e lisina sono ottenute dall’organismo idrossilisina e idrossiprolina, fondamentali per rendere stabile il collagene.

La lisina è precursore della niacina, vitamina coinvolta nelle manifestazioni di pellagra. Con la metionina, inoltre, è precursore della carnitina fondamentale per la degradazione metabolica degli acidi grassi.

La lisina viene indicata anche nel trattamento degli herpes virus poiché quest’ultimi necessitano di arginina per potersi replicare mentre la lisina ne è un antagonista.

CIBI RICCHI DI LISINA – Come detto essa può essere metabolizzata solo attraverso il cibo poiché l’organismo non è in grado di produrla. Essa è presente in quantità sufficienti in numerose tipologie di alimenti, soprattutto carne e pesce. La lisina e altri amminoacidi fondamentali vengono assorbiti in modo ottimale attraverso la mutua integrazione delle rispettive carenze con piatti e cibi misti. Quest’ultimo principio è fondamentale per l’integrazione della lisina in soggetti che praticano determinate diete alimentari vegane o vegetariane senza incorrere in deficit.

Merluzzo, tonno ed altre tipologie di pesci sono in cima alla lista di cibi ricchi di lisina mentre in fagioli, piselli, lenticchie ed altre verdure le quantità sono sensibilmente contenute. Tacchino, pollo, coniglio e vari tipi di formaggi possono dare un apporto medio  e in linea con il fabbisogno quotidiano. Quantità sufficienti sono presenti in alcuni cibi utilizzati in molte diete alimentari come quinoa, grano saraceno e amaranto.

CARENZA O ECCESSO  – La carenza di lisina non è una condizione comune negli individui poiché l’organismo tende a conservarne quantità sufficienti per il proprio fabbisogno. Tuttavia il mancato apporto nelle fasce di popolazione povere, dei paesi in via di sviluppo, è associato alla mancanza di niacina e alla conseguente manifestazione della pellagra. La stessa condizione fu registrata nelle popolazioni europee nel periodo post bellico e negli Stati Uniti dopo la crisi del’29 a causa della carenza e della pessima qualità del cibo.

Essendo la lisina coinvolta nella sintesi di ormoni, proteine e cellule immunitarie, la sua carenza può generare disturbi della crescita, scompensi metabolici e deficit immunitari indispensabili per uno stato di salute ottimale.

Nei casi attestati di carenza di lisina sono riportati sintomi quali:

  • Occhi rossi
  • Anemia
  • Carenze enzimatiche e disordini metabolici
  • Nausea e/o inappetenza
  • Perdita di capelli
  • Calo ponderale consistente
  • Calo della concentrazione

Anche l’eccesso di lisina può provocare condizioni di varia entità come vomito, crampi allo stomaco, reazioni allergiche, più o meo gravi, disturbi gastrointestinali. L’uso di integratori a base di lisina è sconsigliato in soggetti con diabete, iperlisinemia e iperlisinuria, patologie renali ed epatiche, alle donne in gravidanza. Iperlisinemia e iperlisinuria sono patologie legate al metabolismo della lisina e caratterizzate per livelli elevati o troppo bassi di lisina nell’organismo.

È bene ricordare che in condizione di normalità la lisina in eccesso non viene immagazzinata ne favorisce un maggiore assorbimento di altri amminoacidi.

FONTI:

  • Christoph Wittman, Judith Becker, The l-Lysine Story: From Metabolic Pathways to Industrial Production in Amino Acid Biosynthesis, Pathways, Regulation and Metabolic Engineering di Volker F. Wendisch, Springer, Berlino, 2007.
  • Andrea Bovero, Dall’inestetismo al trattamento cosmetico, Tecniche Nuove, 2011.
  • Antonella Tosti, Bianca Maria Piraccini. Le malattie dei capelli e del cuoio capelluto. Springer, 2014.

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