Cosa sono i fibroblasti?

23 Marzo 2022
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A cura del Dott. Massimiliano Tocchio

Comprendere l’importanza dei fibroblasti nei processi che consolidano la salute dei tessuti è fondamentale. I protocolli di medicina rigenerativa agiscono direttamente sulla stimolazione di queste particolari cellule permettendo la sintesi di componenti essenziali per la pelle come collagene ed elastina.

Il ruolo dei fibroblasti

Il ruolo di collagene, elastina e acido ialuronico è ben noto, meno noto è il ruolo dei fibroblasti, cellule fondamentali del tessuto connettivo e responsabili della produzione delle sostanze che compongono la matrice extracellulare. In breve, quando si sente parlare dell’importanza del collagene o dell’acido ialuronico per la salute della pelle e dei tessuti, bisogna pensare al fatto che sono i fibroblasti a sintetizzare questi componenti.

I fibroblasti hanno modeste proprietà migranti e non presentano una forma facilmente distinguibile e standardizzata: nelle diverse sedi la cellula si presenta con conformazione differente. I fibroblasti dermici, che risiedono nel derma, hanno una forma allungata e si suddividono in tre ulteriori sottogruppi in funzione della presenza nel derma papillare, nel derma reticolare e nei follicoli piliferi. Quando i fibroblasti sono in una fase quiescente e coinvolte solo in alcuni processi metabolici sono definiti fibrociti.

Cosa fanno ?

I fibroblasti sono le cellule più comuni del tessuto connettivo e deputate a sintetizzare la matrice extracellulare, ovvero tutte quelle componenti responsabili nel sostenere il complesso dei tessuti stessi. Nello specifico, i fibroblasti producono:

  • Fibre collagene, fibre reticolari e fibre elastiche base della componente fibrillare (collagene, elastina e fibronectina)
  • Proteoglicani e glicoproteine (acido ialuronico e eparina ad esempio) componenti della sostanza fondamentale.

I fibroblasti intervengono, inoltre, nei processi di cicatrizzazione e guarigione da traumi e sintetizzano le componenti cruciali per favorire la ricostruzione dei tessuti danneggiati. Queste, ed altre caratteristiche, sono alla base dei principi utilizzati in alcuni trattamenti di medicina estetica per stimolare i fibroblasti a rinnovarsi, produrre neocollagene, acido ialuronico ed elastina. 

Fibroblasti in estetica

La medicina estetica ha subito un profondo processo evolutivo, nel corso degli anni. In primis, è cambiato l’approccio ai disturbi, alle patologie e agli inestetismi passando da trattamenti ed interventi “cosmetici” a protocolli di medicina rigenerativa, meno invasivi e dagli effetti indesiderati e collaterali nulli.

La medicina estetica rigenerativa è fondamentale per controllare i processi di invecchiamento, invertendoli o rallentandoli; è indispensabile per il trattamento di cicatrici e macchie cutanee, comprese gli esiti da acne; è indispensabile per migliorare il sistema complessivo che regge i tessuti. I principali trattamenti coinvolti nella stimolazione dei fibroblasti sono:

  • Biostimolazione
  • Trattamenti laser (ablativi e non ablativi)
  • Microneedling
  • Microdermoabrasione
  • Radiofrequenza
  • Ultrasuoni

 

Come stimolare la produzione dei fibroblasti 

La stimolazione dei fibroblasti è un processo che può seguire molte strade con risultati assai differenti. Come accennato, gli strumenti più efficaci sono quelli offerti dalla medicina estetica, sebbene si possano stimolare anche mediante azioni “fai da te” con risultati meno efficaci ma pur sempre utili.

La biostimolazione è il trattamento che meglio racchiude le tecniche di stimolazione e prevede microiniezioni cutanee, con acido ialuronico, collagene ricombinante ed altri fattori stimolanti, in grado di stimolare l’azione dei fibroblasti nella sintesi di nuove fibre collagene, elastina ed altre sostanze cruciali nella matrice extracellulare. Gli effetti della biostimolazione sono immediati con un consolidamento dei risultati nel corso del tempo. Nel corso dell’azione degli stimolanti la pelle riacquista tono ed elasticità con una consistente diminuzione di rughe e lassità cutanee. 

Microdermoabrasione, microneedling e laser ablativi, invece, producono piccole lesioni della cute con l’intento di innescare meccanismi di riparazione da parte dei fibroblasti, con la conseguente produzione di nuovo collagene ed elastina. Radiofrequenza e laser non ablativi sfruttano benefici termici per indurre una accelerazione del metabolismo delle cellule con ovvi effetti benefici sulla cute.

Quali fibre producono i fibroblasti?

Nel corso degli anni il metabolismo dei fibroblasti cala drasticamente cosi come il numero complessivo. Questi eventi fisiologici iniziano dopo i 25 anni e subiscono una progressiva accelerazione negli anni successivi. Il risultato è una minore sintesi di collagene ed elastina, ingredienti fondamentali per le strutture cutanee. Senza questi componenti, o con il naturale degrado della qualità e della quantità degli stessi, la pelle inizia ad essere colpita dall’invecchiamento cutaneo con la formazione di rughe, lassità e inestetismi di varia natura. 

I fibroblasti, oltre a queste importanti “risorse”, sintetizzano l’acido ialuronico, un elemento centrale nell’idratazione cutanea e nei processi fisiologici che regolano l’integrità dei tessuti. Per queste ragioni, la stimolazione dei fibroblasti rimane un’azione fondamentale nei trattamenti di medicina estetica. Agire su questa chiave di volta permette di eliminare l’utilizzo di trattamenti con valore esclusivamente estetico o, peggio, il ricorso a tecniche invasive di chirurgia estetica che non agiscono sulle cause del problema ma ne eliminano gli effetti estetici in modo temporaneo.

 

Fonti:

  • William W. Huang, Christine S. Ahn, Clinical Manual of Dermatology, Springer 2020.
  • Tullio Cainelli, Alberto Giannetti, Alfredo Rebora, Manuale di dermatologia medica e chirurgica, McGraw Hill 2017.
  • Andrzej Fertala, Three Decades of Research on Recombinant Collagens: Reinventing the Wheel or Developing New Biomedical Products? Bioenginering, 2 December 2020.
  • Alessandro Poidomani et al, Biostimolazione: stato dell’arte, EMC – Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Vol.7, Issue 1, pp 1-12, 2010.
  • Filippo Calascibetta, Derivati ibridi dell’acido ialuronico per applicazioni biomediche e farmaceutiche, Università degli Studi di Palermo, 2009.

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